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PISAWOLF, LIBERO DI SOGNARE

di Vittorio Sanna

di Vittorio Sanna

Non un dog addestrato, ma un wolf libero di scegliere la strada.
Fabio Pisacane, da ieri sera, è questo: un allenatore che non si limita a resistere, ma sa reagire con intelligenza, stile e coraggio.

Dopo il pesante 3-0 di Genova contro il Genoa, il rischio era evidente. Per un esordiente, la pressione poteva diventare un macigno: all’orizzonte Juventus e Fiorentina, entrambe lanciate in una lunga serie positiva, e un ambiente pronto a interrogarsi sulla tenuta del progetto. Invece Pisacane ha fatto la cosa più difficile: ha scelto la lucidità.

Niente reazioni scomposte, nessun isterismo tattico o comunicativo. Ha registrato la squadra, valorizzato i pregi dei singoli, corretto i difetti strutturali, eliminato i fronzoli. Ha unito spirito pratico ed efficacia di gioco, ma senza rinunciare a una proposta stilisticamente riconoscibile. Una reazione composta, adulta, persino elegante.

Contro il Verona il Cagliari non ha solo vinto 4-0: ha dato una dimostrazione di identità. Pisacane ha saputo “saltare l’ostacolo” come fa il lupo: piantando prima bene i piedi per terra, con umiltà, per scegliere poi il tempo giusto dello stacco. Le sue scelte hanno pagato, tutte, quelle iniziali e anche quelle in corsa.

Ha confermato ancora i titolari dando loro responsabilità e sicurezza. E quando ha dovuto gestire il risultato, ha  coinvolto, per tenerli in caldo, gli altri potenziali titolari. Segnano Sulemana e Idrissi, serve l’assist Zappa: tre dei cinque cambi. Non è un caso, è il segno che tutto il gruppo c’è e vive il successo. C’è un ulteriore dettaglio sottile, da allenatore vero, quasi da manager di campo: i primi a uscire sono Mazzitelli e Kilicsoy, già appagati dal gol, per far entrare chi le motivazioni doveva ancora spenderle. Gestione delle energie, delle teste, del gruppo. Fedeltà al branco, non all’ego.

Ed è qui che Pisacane smette definitivamente i panni del “PisaDOG” per diventare PISAWOLF. Fedeltà al gruppo, sì, ma anche libertà di agire, sostenuto dalla società, senza guinzagli. Libertà nelle scelte tecniche e partecipazione attiva alle strategie di mercato. Un lavoro da team. Non un esecutore, ma un interprete del progetto.

Il Cagliari ha trovato un leader nuovo, credibile, silenziosamente carismatico. Un allenatore che sa tenere unita la squadra, coinvolgere lo staff, guidare un percorso di crescita che, quasi improvvisamente, è decollato. Merito anche dell’arguzia di chi governa il club: l’imprenditore capace di individuare le persone giuste a cui delegare responsabilità nei diversi settori dell’“azienda calcio”. Liberi di sognare con la consapevolezza che i sogni realizzabili si costruiscono passo dopo passo, con passione, fatica costante, rinunce e spirito di sacrificio.

E noi, dietro al branco, a seguirlo. Perché quando il lupo corre in direzionesicura, vale sempre la pena alzare lo sguardo e godersi l’idea del nuovo traguardo.


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