Idee, coraggio, personalità e maturità: il punto più alto di Pisacane. Il suo Cagliari è un manifesto del calcio italiano moderno.
di Sergio Demuru
L'impresa del Cagliari di Fabio Pisacane allo “Stadio Olimpico Grande Torino” non è solo una vittoria preziosissima per una classifica che cominciava a farsi pericolosa, ma un vero e proprio manifesto del calcio italiano moderno, in crisi identitaria, vista l’invasione corposa di giocatori esteri.
In un’epoca di rose globalizzate, i rossoblù hanno espugnato Torino con una formazione che profuma d’altri tempi: nove italiani su undici titolari. Un record per la stagione in corso. Il successo contro i granata di Baroni rappresenta il punto più alto della gestione Pisacane. Dopo il pareggio interno contro il Pisa, che aveva lasciato l'amaro in bocca, il Cagliari ha risposto con una prestazione di una maturità che finora non era stata espressa compiutamente.
I tre punti conquistati grazie alle reti di Prati e del talento Kılıçsoy permettono ai rossoblù di fare un balzo in avanti decisivo, allontanandosi dalle sabbie mobili della zona retrocessione e guardando con rinnovato ottimismo alla seconda metà del campionato. In attesa ovviamente di recuperare quelle che sono state le criticità, come le assenze di giocatori come Belotti e Felici, i quali si erano introdotti in modo autorevole nello scacchiere della compagine cagliaritana. A loro si è aggiunto Folorunsho, altro titolare inamovibile nel contesto dell’impianto di gioco messo in piedi dal mister, per chiudere con Yerry Mina, assente anch’egli in quel di Torino, oramai leader indiscusso della fase difensiva. E come se non bastasse la mutilazione della linea arretrata mancavano anche Juan Rodriguez e Zè Pedro per problemi vari.
Ed ecco, è stato proprio questo il momento durante il quale si è notata la personalità e le quotazioni in rialzo di Fabio Pisacane, capace di tirar fuori dal cilindro senza mezze misure il capitano Alessandro Deiola e metterlo in campo come centrale difensivo di una linea a 3 (con Zappa e Luperto a completare il trio) in una posizione sicuramente non proprio nelle corde del giocatore di San Gavino Monreale. E, se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, il risultato è stato esaltante, ovviamente con la complicità di un sempre super Elia Caprile.
Ora si apre una seconda parte di torneo da affrontarsi con maggior tranquillità, con la squadra conscia del fatto di poter contare su un ventaglio di soluzioni che parevano perse in qualche anfratto nascosto. Ancora due giornate e partirà il ritorno. Che il Cagliari affronta con quattro punti in più rispetto alla scorsa stagione dopo 17 giornate. Un tesoretto, se non di inestimabile valore, quantomeno di discreta consistenza. Ma che va preservato.
A prescindere dal pareggio casalingo con il Pisa il contenuto delle prestazioni offerte dalla squadra appare in rialzo. Con l’impegno con il Milan che aprirà il nuovo anno.