Pisanu: “Anche quando il Cagliari era a metà classifica dicevo che sarebbe stata un’altra stagione piena di insidie”
Andrea Pisanu, ex calciatore del Cagliari, ha condiviso le proprie opinioni sul rush finale dell'attuale Serie A in una lunga intervista rilasciata ai colleghi di news.superscommesse.it. Di seguito le sue parole.
Due punti nelle ultime tre gare di campionato per l'Inter, mentre restano otto giornate al termine, con Milan e Napoli distanti, rispettivamente, di sei e sette punti. Si può parlare ancora di campionato aperto in chiave scudetto?
“Pensare a un campionato riaperto mi sembra un po' troppo, perché credo che sette punti siano un vantaggio piuttosto difficile da recuperare, specialmente se si tratta di grandi squadre; è anche vero che l'Inter ha avuto una flessione piuttosto palese dopo l'eliminazione dalla Champions League, come se avesse avuto una sorta di contraccolpo sul profilo mentale, tant'è che mi è parsa abbastanza timorosa nella gestione della gara e del risultato nelle ultime giornate di campionato.
Il derby è stato un evento che ha scardinato un po' la sicurezza dell'Inter e ha dato slancio al Milan, tant'è che sta riuscendo a ridurre in maniera piuttosto consistente le distanze. Malgrado questo calo generale, credo che la rosa dell'Inter sia così ampia da potersi rigenerare completamente dopo la sosta e affrontare il rush finale per gestire questo vantaggio che resta alquanto rassicurante per raggiungere l'obiettivo importantissimo dello scudetto.
Tutti sanno quanto sia insidiosa e difficile la Serie A e si sono viste tante sorprese, specie verso la fine del campionato; fatto sta che all'Inter dovrebbe bastare questo vantaggio di punti sul Milan e anche sul Napoli, che sta andando molto forte, ma mai dire mai”
Per la qualificazione alla prossima Champions League, quanto credi nelle possibilità del Como di estromettere sia la Juventus che la Roma?
“Non credo che il Como vada più considerato come una sorpresa del nostro campionato, perché, se si guardano i nomi in squadra e quello del proprio allenatore, non c'è da stupirsi più di tanto se sta occupando un posto che vale la Champions League. Non soltanto la squadra in campo, ma sta lavorando benissimo tutta la società, la quale sta portando avanti un progetto nel lungo termine che già sta facendo vedere i primi grandi risultati; benissimo ha fatto a dare fiducia e continuità a un allenatore molto coraggioso che ha creduto nei suoi tanti giovani, i quali si stanno dimostrando perfetti per le idee di gioco di Fàbregas.
C'è il grande vantaggio di giocare sulle ali dell'entusiasmo, senza particolari pressioni da parte di tutto l'ambiente, un fattore che potrebbe essere determinante per mantenere questo quarto posto provvisorio; secondo me, il Como ha grosse possibilità di qualificarsi, perché sembra quella più vivace anche sul piano atletico.
La Juventus è una squadra forte, con dei giocatori di ottime qualità, ma non è stata continua nei risultati, nonostante Spalletti abbia portato la squadra a risollevarsi da un periodo piuttosto delicato; ha perso diversi punti determinanti, specialmente quando si pensava che fosse il momento propizio per dare una forte accelerazione.
La Roma, rispetto alla Juventus, sembra una squadra più convinta dei propri mezzi, ma mi è perso di vedere che i risultati ottenuti siano dipesi più dalle prestazioni di alcuni singoli che da un lavoro di squadra; tra tutti, c'è Malen che sta facendo un grandissimo campionato, ha dato e sta dando slancio all'attacco, oltre ad aiutare la squadra in fase di non possesso.
Il discorso Champions League sarà aperto fino all'ultima giornata, perché tutte e tre sono in una manciata di punti e ci saranno degli scontri diretti nelle prossime settimane che saranno decisivi, ma credo che il Como possa farcela a coronare questo grande sogno”
Ti aspettavi la qualificazione del Bologna ai danni della Roma in Europa League? Inoltre, credi a una vittoria del trofeo da parte della squadra di Vincenzo Italiano?
“Abbiamo visto due partite emozionanti, uno spot bellissimo per tutto il calcio. Il passaggio del turno ha dato grande entusiasmo e questo fa sì che la squadra possa prendere ancora più consapevolezza della propria forza; ci sarà la parte più difficile, perché sono in ballo squadre molto forti. Vincere l'Europa League resta difficile, ma sarebbe bellissimo regalare un trofeo a questa città.
Ci si poteva aspettare qualcosa di più per quanto riguarda il campionato, ma non va dimenticato che il Bologna ha giocato anche una finale di Supercoppa Italiana ed è in piena corsa per l'Europa League; questi 42 punti sono stati la conseguenza del grande dispendio di energie che si è avuto negli ultimi mesi, ma credo che alla squadra nulla possa essere rimproverato, così come anche a Italiano, al quale auguro di vincere qualcosa in ogni stagione che allena, perché resta un esempio da seguire.
Se si vorrà competere ulteriormente in futuro, c'è da tenere conto di allestire una rosa ancora più ampia, con una trentina di giocatori che possano alternarsi per lottare su più fronti. Come rendimento generale, direi che questa stagione del Bologna, pur non essendo ancora conclusa, è più che soddisfacente.”
L'ultima vittoria del Cagliari in campionato risale al 31 gennaio scorso, contro l'Hellas Verona in terra sarda, poi soltanto due punti nelle ultime sette giornate. Ti saresti aspettato questo rendimento nelle ultime settimane, oltre a chiederti cosa sia accaduto alla squadra?
“A dire il vero, anche quando il Cagliari era in una posizione di metà classifica, con un buon margine di punti dalla terzultima, sostenevo che sarebbe stato un altro anno pieno di insidie, perché in Serie A basta poco ad abbassare la guardia per ritrovarsi nei guai.
Il rendimento delle ultime settimane è stato molto al di sotto delle aspettative, perché la squadra ha dimostrato di saper fare un buon calcio, adagiandosi troppo sui punti conquistati nel girone d'andata; adesso, la posizione è molto delicata, anche perché c'è stata la grandissima rimonta della Fiorentina e il riscatto della Cremonese che è andata a vincere a Parma, tirando in ballo anche altre dirette rivali.
Bisogna recuperare le forze mentali durante questa sosta e tornare a giocare questa sorta di mini campionato come se tutte le partite fossero una finale. La data cruciale sarà quella del 10 aprile, quando il Cagliari giocherà in casa contro la Cremonese: quella è un'occasione in cui i tre punti saranno decisivi per le sorti di un'intera stagione. Sono convinto che non fallirà”
Trentaquattro punti per il Parma, con il terzultimo posto distante sette punti. Malgrado le due ultime sconfitte contro Torino e Cremonese, quanta tranquillità fornisce questa classifica?
“Adesso, direi non molta, proprio perché l'ultima sconfitta con la Cremonese in casa è stata una vera e propria mazzata e ha accorciato di tantissimo il range di punti per tenersi a una distanza rassicurante, ma bisogna riconoscere la bravura della squadra di Giampaolo che ha creduto nell'intera posta in palio e ha riaperto i giochi. È un vero peccato, se si considera che la squadra ha compiuto un exploit incredibile con le tre vittorie consecutive di qualche settimana fa, oltre a due pareggi ugualmente importanti.
Ci sarà un calendario molto difficile, perché arriveranno molte squadre che occupano le posizioni migliori della classifica, a cominciare da Lazio e Napoli, che sono due squadre di grandi qualità. L'appuntamento da non fallire sarà quello contro il Pisa, anche se tutte saranno utili per fare quei punti che servono a raggiungere al più presto un traguardo che resta preziosissimo per tutto l'ambiente del Parma.
Sette punti restano di grande importanza per tenersi a distanza, ma c'è ancora da giocare la parte più difficile del campionato. Credo che la salvezza sia tranquillamente alla portata”
Hellas Verona con 18 punti in classifica, con la Fiorentina attesa al "Bentegodi" alla ripresa del campionato. Quanto credi alla salvezza?
“Mi dispiace davvero molto, ma devo ammettere che resta molto difficile. Naturalmente, l'aritmetica dice che ci sono in palio ancora 24 punti e il calendario presenta il prossimo incontro da giocare in casa contro la Fiorentina, per poi andare in trasferta contro il Torino, che non può restare tranquillo con sei punti di distanza dalla terzultima. Facile a dirsi che vanno ottenuti sei punti, per poi sperare nei passi falsi di altre squadre, ma credo che non ci sia più da ragionarci più di tanto.
Pur essendo un'impresa davvero ardua, il Verona ha il dovere di dare tutto quello che può, perché bisogna onorare fino in fondo una stagione in cui sono stati compiuti tanti errori, non soltanto dalla squadra. Credo che tutte le figure che rappresentano questo club dovranno dare conto alla propria coscienza, perché è stata una stagione davvero triste. Bisogna giocare queste otto partite con l'animo di chi sa che non c'è più alcun che da perdere”