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Liverani: "Insultato per il colore della pelle, ma l’unica risposta era giocare”

di Paola Pascalis

L'ex tecnico del Cagliari Fabio Liverani, nell'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, ha parlato anche del suo addio alla Lazio, squadra nella quale ha un lungo trascorso da calciatore: "Con Lotito è stata una trattativa assurda, durata 10 mesi. Io volevo rinnovare, ma lui non vedeva di buon occhio tutti noi che arrivavamo dalla gestione Cragnotti. Avevo capito che lui non mi voleva. Quando sono arrivato alla Lazio, mi venne dato del romanista. Girava una foto di me che risultavo con i tifosi giallorossi. Venivo giudicato per il tifo, non per l'uomo o il giocatore che ero. Mi ha fatto male leggere tanti insulti, anche su muri e striscioni. Scrivevano "n***" o "spia" sui muri e negli striscioni sparsi per la città. Mi dispiaceva che mia mamma leggesse certe cose"

Sul razzismo: "A Reggio Calabria fu umiliante sentire i "Buu" e gli insulti per il colore della pelleIn una città del Sud non me lo aspettavo proprio. Mi fischiarono 90 minuti, ma l'unica risposta possibile è giocare e dare il massimo, ignorandoli".


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