Brescia, futuro in bilico: tra Cellino e Union Brescia
Il futuro del calcio bresciano resta appeso a un equilibrio sempre più fragile tra risultati sportivi, vicende giudiziarie e manovre societarie. Da una parte c'è l’Union Brescia di Giuseppe Pasini, dall’altra il progetto legato al Brescia Calcio sotto la guida di Massimo Cellino. Uno scenario che potrebbe persino portare, nella prossima stagione, alla presenza di due club della stessa città in categorie diverse. Secondo quanto riferito dal Giornale di Brescia, l’Union Brescia punta a un posto in Serie C, con la possibilità di inseguire anche la Serie B attraverso i playoff. Il Brescia targato Cellino, invece, rischierebbe una clamorosa ripartenza dalla Terza Categoria, il livello più basso del calcio dilettantistico. Sul fronte giudiziario, Cellino ha ottenuto una proroga di 120 giorni delle misure protettive, valida fino al 13 luglio, per cercare di riequilibrare i conti e salvare il club. Il piano presentato prevede la continuità aziendale e l’iscrizione a un campionato della Lega Nazionale Dilettanti entro il 30 giugno 2026, così da mantenere la matricola e conservare anche i crediti legati, tra gli altri, al contributo di solidarietà per Sandro Tonali. Resta però il peso dei debiti: il Brescia deve coprire circa 6,5 milioni di debiti sportivi, su un passivo complessivo vicino ai 19 milioni. Cellino avrebbe manifestato l’intenzione di versare personalmente 2,5 milioni di euro, ma al momento senza garanzie formali.