Lite Kean-Pengwin, Criscitiello duro: "Comportamento indegno, FIGC e Fiorentina tacciono"
Dopo quanto accaduto tra Moise Kean e Kristian Pengwin, Michele Criscitiello, direttore di Sportitalia, ha ricostruito la vicenda prendendo una posizione molto dura nei confronti dell’attaccante della Fiorentina e della Nazionale. Nel suo intervento, Criscitiello ha criticato non solo il comportamento del classe 2000, ma anche il silenzio di Fiorentina, FIGC e AIC, parlando di un episodio grave anche per il messaggio trasmesso fuori dal campo: "Un attaccante della Nazionale dovrebbe nascondersi, stare zitto e portare rispetto agli italiani. Invece, non solo ci hanno umiliato in campo, ma lo fanno pure fuori. Sto parlando di Moise Kean, centravanti dell'Italia e della Fiorentina, che, tramite i social che non sanno usare, attacca e minaccia Kristian il Pengwin, un influencer, un tipster del mondo delle statistiche e delle scommesse. Io lo stimo perché è un ragazzo che si è fatto da solo e ha cambiato un po' pure il modo di comunicare".
Criscitiello ha poi puntato il dito contro le mancate prese di posizione da parte delle istituzioni calcistiche e del club viola, definendo la condotta di Kean inaccettabile per un giocatore di Serie A e della Nazionale: "Ha subito attacchi gratuiti da parte dell'attaccante non di una squadretta di Serie D, Eccellenza o Promozione, ma della Nazionale. Ci sono tre cose gravi: la prima è che la Fiorentina non prende le distanze da questo gesto grave e schifoso del proprio attaccante, la seconda è che la FIGC non intervenga per l'attaccante della Nazionale, ma siamo in mano a nessuno, e poi l'AIC, che non interviene, malgrado facciano tutti i paladini della giustizia. È un comportamento indegno, vergognoso, schifoso, indecente di un attaccante di Serie A".
Infine, il direttore di Sportitalia ha rincarato ulteriormente la dose, soffermandosi anche sui possibili risvolti della vicenda: "Quello che ha scritto Kean è un testo mafioso di un calciatore che rappresenta la nostra Nazionale, ma la Fiorentina non lo commenta e non lo censura, l'AIC e la FIGC fanno lo stesso... Questo indossa la vostra maglia che avete umiliato in campo e state umiliando fuori. Questo deve tacere. È colpa soprattutto tua se non siamo andati al Mondiale perché non sai stoppare un pallone: abbiamo fatto dimettere Gravina e Gattuso sembra l'ultimo dei deficienti. E poi ha pura la presunzione e l'arroganza di minacciare un ragazzo che sta facendo il suo mestiere, oltre all'ingenuità di lasciare tracce scritte perché qui ci sono gli estremi per intervenire a livello penale. Non è che uno parla sui social e vale tutto".