.

Il calcio, una passione sempre più cara: quando anche tifare diventa un lusso

di Redazione TuttoCagliari.

Un pallone sgonfio, un cortile, due zaini come pali. Per anni è bastato questo per sentirsi parte del calcio. Oggi servono tre abbonamenti diversi solo per vedere la Serie A e chi vuole portare un figlio allo stadio deve pensarci due volte. Insomma, il calcio sta diventando sempre più un prodotto premium, sempre più business. Questo in particolar modo per via di stipendi milionari e diritti televisivi che portano le società ad essere aziende a tutti gli effetti, brand globali che spingono nella direzione di un modello più sofisticato e sempre più orientato al profitto. 

Il calcio per chi può permetterselo 

Il tifoso diventa cliente e il senso di appartenenza si perde. Oggi per seguire la propria squadra del cuore e non solo bisogna sborsare delle somme di denaro non indifferenti, tanto che l'analisi dei costi in questo senso include le spese per i biglietti, per gli abbonamenti TV, per il merchandising e per i viaggi. Il costo dei biglietti ovviamente dipende dalla squadra, dalla categoria di partita e dalla zona dello stadio. Generalmente, sulla base di questi fattori, il prezzo varia dai 20 ai 200€ anche e soprattutto a seconda dell'importanza del match. Per chi vuole assistere a tutte le partite casalinghe senza ombra di dubbio un abbonamento completo, nonostante il continuo aumento dei prezzi in quasi tutti i lidi, conviene di più rispetto ai biglietti di ogni singola partita, ma occorre un investimento iniziale maggiormente consistente. Anche per quanto concerne gli abbonamenti TV il prezzo varia a seconda delle piattaforme e delle competizioni, ma un abbonamento annuale per seguire solo la Serie A all'incirca può venire a costare tra i 400 e i 500€. Se si vogliono seguire anche le Coppe Europee, il prezzo a seconda dell'offerta sale tra i 650 e i 900€ all'anno. Per il merchandising e per i viaggi i costi dipendono dalle scelte personali, ma ormai una maglia ha un prezzo che va dai 90 ai 150€ circa, mentre una sciarpa sta sui 15-30€. Nel costo delle trasferte, oltre al biglietto per la partita, vanno comunque inclusi i costi dell'alloggio, del cibo e dei trasporti. Il calcio nasce per tutti, ma oggi sembra pensato per pochi. Un lusso, non più una lingua del popolo. 

Le sponsorizzazioni: quando la passione incontra il business

Oggi la maglia di una squadra è un mosaico di loghi e partnership globali. Dai marchi tech alle crypto, dal betting ai brand fashion: il calcio si vende bene, ma si allontana dalle sue radici. Come accade in ogni settore dell’intrattenimento, infatti, anche nel calcio i numeri contano. Ci sono classifiche di rendimento per tutto, a partire dai giocatori fino ad arrivare ai partner commerciali e passando per giochi digitali, dove si può perfino consultare una lista delle slot che pagano di più. Il vero e proprio motore del calcio moderno sono gli sponsor, che in cambio di visibilità ed associazione con il marchio forniscono a club e giocatori fondi importantissimi. Non è un caso che il mercato delle sponsorizzazioni sia in fortissima crescita e che abbia superato i 70 miliardi di euro a livello globale. Si tratta di legami strategici che generano varie entrate tra merchandising, sponsorizzazioni e diritti televisivi. 

Il calcio come spettacolo globale 

Il calcio non appartiene più solo alla città o alla tifoseria, ma al mondo intero. Gli sponsor internazionali scelgono le squadre come veicolo di branding, non come simbolo territoriale. Una volta lo sponsor serviva per far sopravvivere il club, oggi invece è il club che serve per far crescere lo sponsor. Il calcio che amiamo, però, è quello della terra sotto le scarpe, non dei loghi sulle maglie. Forse un giorno torneremo a guardarlo non come un investimento, ma come una storia. Perché il pallone, alla fine, rotola ancora per chi lo rincorre gratis.


Altre notizie
PUBBLICITÀ