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Criscitiello: "Inter Campione nel deserto. Se Palestra gioca nel Cagliari e non per lo scudetto significa che siamo scarsi"

di Redazione TuttoCagliari

Michele Criscitiello, CEO di Sportitalia, fotografa il momento ed il livello del calcio italiano nel suo editoriale pubblicato stamani su Sportitalia.com. Le sue considerazioni:

"Hanno vinto i più forti. I più forti hanno vinto contro nessuno.

Gli interisti si arrabbiano ma ad arrabbiarsi dovrebbero essere gli altri; in un mondo normale. La critica che in tanti leggono come indirizzata a Chivu è semplicemente una riflessione che meriterebbe un approfondimento ma che la gente non capisce. Traduzione: per vincere un campionato di serie A quest’anno è servito poco. Un allenatore emergente e senza esperienza. Un attacco forte, una difesa abbastanza solida e un 3-5-2 ordinato anche se spesso è andato in corto circuito con le presunte grandi del campionato. In Europa non è bastato e gli schiaffi presi hanno lasciato la faccia rossa ai futuri Campioni d’Italia. Non abbiamo visto spettacolo e non vincerà la corazzata. Con la serie A di qualche anno fa questa squadra sarebbe arrivata forse in zona Champions. Invece, se il livello si abbassa, puoi anche permetterti di far crescere giovani che l’anno prima erano in serie B e ora si trovano in Nazionale. 

Il livello si è drasticamente abbassato. Se prima eravamo il terzo o quarto campionato del Mondo ora siamo molto indietro. E lontani anni luce da chi fa calcio serio. E’ colpa dell’Inter? Certo che no. E’ colpa del Milan che fa una confusione assurda, pur giocando una sola competizione. E’ colpa del Napoli che è stato umiliato in Europa e non si è saputo ripetere in serie A. Gli infortuni non possono essere la scusa ma una delle cause. Il flop della Roma, per il titolo, era prevedibile ma la Champions deve essere l’obiettivo. Ci siamo divertiti con il Como. Piccola realtà ricca che ha speso tanto ma che non raggiungerà il massimo obiettivo anche perché le crescite veloci e improvvise non sono mai un bene nel calcio.

Dobbiamo fare tutti uno sforzo per ritrovare credibilità e qualità. Oggi non abbiamo nessuna delle due. Il calcio italiano ha bisogno delle riforme e non dei nomi. Ha bisogno di regole nuove e non degli inciuci. Ha bisogno di unità di intenti e non di guerre. Ha bisogno di competenza: se Palestra (con tutto il rispetto) gioca nel Cagliari e non per lo scudetto significa che siamo scarsi. Purtroppo 12 anni senza Mondiale non hanno insegnato nulla. Siamo messi peggio di prima. Una cortesia: tutti in Piazza Duomo a rendere omaggio all’Inter ma fate qualcosa per il prossimo anno. Regalateci emozioni e qualche campione. Pagatelo con i punti del supermercato, non sono problemi nostri, ma rivogliamo la vera serie A".


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