Maran si presenta: "Voglio conquistare la stima di un popolo intero. Barella? Costruiremo la squadra intorno a lui"

di Federico Paparusso
Fonte: Dall'inviato alla Sardegna Arena
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Rolando Maran è il nuovo allenatore del Cagliari. Il nuovo tecnico dei sardi ha parlato in conferenza stampa dopo una breve presentazione del ds Marcello Carli. Ecco le sue prime parole: "Sono felice di essere qua, devo ringraziare la società tutta per questa opportunità. Non nascondo che era tanto che non ero emozionato così, la responsabilità è grande, ho imparato cosa significhi allenare il Cagliari. Quello che si respira in questo posto è unico: c'è grande entusiasmo, una grande progettualità e strutture di grande livello. Ci metteremo al lavoro per fare un bel campionato. Non ho paura, ho voglia di mettermi a disposizione della città e della società. Ho la determinazione di conquistare la stima di un popolo intero perché so quanto possa valere. Quando arrivi qua si percepisce subito il clima e l'ambiente. Qui è tutto diverso; ho avuto la fortuna di allenare anche nell'altra isola e conosco già quello che mi aspetta".

Carli sulla scelta di Maran: "Ringrazio Diego Lopez, la squadra si è salvata ma è stato un anno difficile e abbiamo deciso di cambiare con grande sofferenza. Lui è riuscito in un'impresa che a un certo punto sembrava impossibile. Mi è dispiaciuto molto che si sia detto che tra me e il presidente non ci sia stata sinergia nella scelta di Maran. Lui sa che ci sono stati dei sondaggi con altri 2-3 allenatori, poi siamo arrivati alla conclusione che il suo fosse il profilo migliore. Farà giocare la squadra come piace a noi e ha esperienza, entusiasmo e capacità per gestire anche i momenti più difficili".

Maran sulla responsabilità di allenare il Cagliari: "Per me è motivo d'orgoglio essere qui, so quello che conta la squadra per il popolo sardo. Voglio guadagnarmi la stima, è una motivazione per me. Il senso di responsabilità è alto. Ho le caratteristiche caratteriali giuste, sono convinto e sicuro di quello che faccio e del mio lavoro. Sono stato accostato altre volte a questa panchina ma quest'anno c'è stata la possibilità concreta di scegliere in autonomia di accettare la corte del Cagliari". 

Maran sul progetto del nuovo Cagliari: "Questa voglia di crescere insieme mi ha dato la spinta decisiva. Voglio portare la mia esperienza al servizio della società e della città che vuole migliorare e che merita di essere grande. Qui posso lavorare come piace a me, in sintonia con Marcello Carli. Voglio che il Cagliari si riconosca nelle mie idee e sia protagonista. C'è tanto da costruire e tante soddisfazioni ci attendono".

Maran sul mercato: "Sono sempre partito da una base non solida, ma tutto passa attraverso il lavoro. La mia idea è di una squadra sempre propositiva, che si creda più forte degli altri. Poi perderemo sicuramente delle partite ma cercando sempre di imporre il nostro gioco. Voglio che la squadra conquisti i tifosi attraverso questi concetti, attraverso la voglia di superare i limiti, di superarsi. Mercato? Ho visto nella dirigenza la voglia di far bene e di costruire qualcosa. Non voglio soffermarmi sui nomi, spero che i giocatori importanti restino ma dormo sogni tranquilli perché c'è tanta voglia di far bene".

Carli sul mercato: "La base è importante, giocatori di prospettiva che devono crescere ancora. Partiamo da un'annata difficile e vogliamo migliorare. Gli obiettivi non si dichiarano, si raggiungono: noi vogliamo mantenere la categoria, essere coerenti ma mantenendo la voglia di sognare. E questo si può fare solo attraverso il lavoro. Qualche idea c'è, cercheremo di tenere i migliori e prendere 3-4 giocatori che aumentino il valore".

Maran sull'etichetta di difensivista e su Barella: "Voglio costruire la squadra intorno a Barella, se vogliamo essere propositivi lui ci deve essere. Io cerco di dare mentalità alla squadra, le etichette lasciano il tempo che trovano. Il calcio è così, ma chi vede le partite sa che la mia idea di gioco è diversa. Io non devo convincere nessuno, devo solo lavorare e guadagnare la stima della dirigenza e dei tifosi. Essere qua a confrontarmi con Daniele Conti e Gigi Riva è importantissimo, non vedo l'ora di cominciare. Il lavoro paga e ha pagato anche quest'anno per fortuna".

Ancora Maran sull'idea di gioco e il mercato: "Ci siamo confrontati e ci sono delle idee. Ora le dobbiamo solo sviluppare. La squadra non deve essere passiva, non deve subire gli avversari. Se succederà, tanto di cappello, ma l'importante è uscire a testa alta. Castro? Non posso parlare di giocatori che non sono qui. È un buon giocatore, ma vorrei parlare di quelli che ho a disposizione. Mi intriga costruire la squadra intorno a giocatori di qualità come Pavoletti, Joao Pedro, Ionita e Barella. Sono convinto che ci sia una base importante su cui lavorare e mi intriga molto farlo".

Sul tempo che è servito per prendere la decisione: "La decisione di venire a Cagliari è stata immediata. Nel momento in cui mi hanno chiamato non ho avuto alcun dubbio. L'idea di venire qui è nata subito dopo la fine del campionato, mi sono sentito con Carli".

Sui predecessori: "Rispetto il lavoro di Rastelli e Lopez, non ho voglia di giudicare il loro operato".

Carli sul momento del Cagliari: "Sono convinto che la scorsa annata debba insegnarci qualcosa e farci fare un bagno di umiltà. Ripartiamo da qui. Poi abbiamo in casa il primo acquisto, Joao Pedro: l'ho martellato e gli ho detto che ha fatto di meno rispetto alle sue potenzialità. Cercheremo di rinforzare la rosa, ma quello che conta è che il mister ci dia la giusta mentalità. Noi ci prendiamo la responsabilità, ma molte colpe le avete voi giornalisti: Maran qualche anno fa era uno dei più importanti allenatori italiani, doveva andare alla Fiorentina. Poi è stato un po' c..... ed è rimasto a Verona, salvando la squadra per altri due anni. Arrivano due allenatori giovani, fanno 10 partite buone e diventano fenomeni. Quando uno è bravo, è bravo, come è successo con Giampaolo. Spero che questa sia l'annata della ripartenza. Ci sono state delle ferite, ripartiamo arrabbiati e pensiamo al futuro".

Maran sulle differenze tra Chievo e Cagliari: "Ben venga un po' di passione in più, mi mancava. È positivo perché ti fa sentire la responsabilità ancora di più".

Carli su Srna: "Negare la trattativa è inutile. È un'idea, è un giocatore di personalità ed esperienza e può dare tanto nello spogliatoio come mentalità. Ha numeri straordinari, tante presenze in Nazionale e Champions. Il ragazzo è venuto a Cagliari e gli è piaciuta tanto, ora tocca a lui perché ha una situazione particolare. Nel giro di 3-4 giorni chiariremo la cosa".

Maran sull'incontro con Daniele Conti: "Mi ha trasmesso il calore del popolo sardo e mi ha fatto capire l'importanza di questa maglia. Sentirle da lui ha un valore diverso".

Maran cosa può dare al Cagliari: "Io voglio essere me stesso e portare avanti le cose in cui credo. Questi sono giocatori che hanno voglia di mettersi a disposizione e crescere attraverso il proprio allenatore. Sono convinto che con il lavoro, il sacrificio e il senso di appartenenza riusciremo a toglierci delle soddisfazioni e a migliorare. Poi devo cercare di tirar fuori la massima disponibilità, ci sono tutti i presupposti giusti".

Maran sulla voglia di riscattare l'ultima stagione: "Penso che nulla sia casuale. Un po' di incazzatura farà bene e darà la spinta giusta per affrontare questa avventura. Le difficoltà ci sono e le conosciamo, ma noi dobbiamo cercare di andare oltre i nostri limiti. Dobbiamo essere consci di portare la nostra identità ovunque anche con l'aiuto dei tifosi. Non dobbiamo smettere di sognare anche se sappiamo che ci saranno dei momenti difficili. Dobbiamo sempre uscire dal campo senza rimproverarci nulla".


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