ESCLUSIVA TC - Acquafresca: “Contro l’Inter ho rivisto il mio Cagliari, a Bologna mi aspetto un X. Orgoglioso di far parte della Nazionale Sarda. Un ritorno in rossoblù? Se Giulini…”

di Serafino Ghisu
Vedi letture
Foto

Dopo lo strabiliante successo di venerdì scorso contro l’Inter, i ragazzi di Maran affronteranno domenica il Bologna al Dall’Ara per la 27a giornata di Serie A. In vista della partita contro i felsinei, Robert Acquafresca, doppio ex, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni. L’attaccante, classe ’87, ha collezionato 108 presenze e 35 gol con la maglia del Cagliari, 97 apparizioni e 9 reti con quella del Bologna.

Domenica all’ora di pranzo il Cagliari sfiderà il Bologna al Dall’Ara. Uno scontro salvezza, con il Cagliari che vorrà conquistare punti per allontanarsi ancora di più dalla zona rossa e il Bologna che vorrà vincere tra i suoi tifosi per provare una scalata verso la permanenza in Serie A. Che partita ti aspetti?

“Mi aspetto una partita che penderà più verso Bologna perché il Cagliari ha fatto tre punti contro l’Inter e secondo me il Bologna, sconfitto a Udine, avrà qualcosina in più. Un pronostico? Farò il tifo per il Cagliari, ma mi aspetto un pareggio combattuto”

Il Cagliari è reduce dalla vittoria contro l’Inter. L’ultimo successo contro i nerazzurri in Sardegna risale a 10 anni fa. Segnarono Andrea Cossu e un certo Robert Acquafresca. Che ricordi hai di quella partita, della tua esperienza al Cagliari e che cos’è per te il Cagliari?

“È inutile girarci intorno: per me Cagliari è stata tanto, se non quasi tutto. A livello calcistico è stata importantissima. Ho espresso le mie stagioni migliori lì. A Cagliari ho trovato quella fiducia che da altre parti è venuta meno e sono contento di aver fatto bene nel posto in cui mi è stato dato veramente tanto, tra cui mia moglie e i miei figli. Sono riuscito a contraccambiare l’affetto della gente a suon di gol. Ricordo che nella settimana che ha preceduto Cagliari-Inter mi aveva chiamato Ausilio dicendomi che mi avrebbe telefonato il segretario di Moratti per andare a vedere la casa a Milano e mi aveva consigliato di andare ad abitare a San Siro dove c’erano, tra gli altri, Ibrahimovic e Cambiasso, perché poi era più comodo per andare alla Pinetina. Poi il giorno dopo mi ha detto che mi avrebbero venduto. Prima in prestito, dopo a titolo definitivo. Proprio quell’anno in cui avevo giocato benissimo. Ci rimasi talmente male che mi sono sognato quel gol tutta la settimana. Per fortuna quella rete ci valse la vittoria. Ho sfogato tutta la mia rabbia contro un cartellone pubblicitario”

Secondo te quali sono le differenze e le analogie tra il “tuo” Cagliari e quello di adesso?

“Ti dico che appena posso vengo sempre a Cagliari, vengo a casa, per seguirlo. Le analogie? Venerdì contro l’Inter ho visto un’analogia. La forza di andare a fare un risultato importante contro una grande squadra. Noi in quegli anni conquistammo diversi risultati importanti: abbiamo battuto con Bisoli la Roma 5-1 al Sant’Elia, avevamo vinto 4-1 contro la Lazio all’Olimpico, abbiamo sconfitto la Juventus a Torino, abbiamo pareggiato 1-1 a San Siro contro l’Inter e se non mi fossi mangiato quel gol magari avremmo vinto. Sono cambiate tante cose, tanti interpreti. È anche un po’ difficile trovare somiglianze. Ma la forza di battere una grande squadra è sintomo che c’è il gruppo. Questo è importante. Dopo un momento difficile, come quello che stava attraversando il Cagliari, un punto contro l’Inter sarebbe stato oro colato, i tre punti ancor di più”

Massimo Cellino è stato forse uno degli uomini che più ha creduto in te. L’ex presidente del Cagliari ha acquistato il Brescia, che adesso è primo in classifica in Serie B e si candida per la promozione nella massima serie. C’è stato un momento in cui hai pensato che potesse chiamarti al Brescia?

“Ti dico la verità: non l’ho mai pensato. Avevo sentito negli scorsi mercati il ds Marroccu ma per altre cose. A Cellino devo tantissimo anche perché è stato lui a darmi la possibilità di arrivare al Cagliari in Serie A. Prima giocavo in B, al Treviso. Poi mi ha dato anche una delle delusioni più grandi: quella di non avermi riscattato quando avevo fatto la guerra per ritornare al Cagliari, pur di non andare al Napoli o alla Lazio. Peccato, ci son rimasto molto male: ricordo che ero in vacanza in Madagascar, in viaggio di nozze. Già da gennaio dicevano che non mi avrebbero venduto alla Fiorentina per riscattarmi. Ho aspettato fino all’ultimo giorno una cosa che non è mai arrivata, una cosa che ho sperato con tutto il mio cuore e ho combattuto con tutte le mie forze affinché si concretizzasse”

Dei 23 gol che ha segnato il Cagliari in campionato, 10 portano la firma di Leonardo Pavoletti. Come giudichi l’operato del tuo collega di reparto e secondo te nella rosa degli isolani manca un giocatore che possa rappresentare un’alternativa all’attaccante toscano nel cercare la via del gol?

“Pavoletti non è una scoperta. Sono contento per il Cagliari perché, per salvarsi, una squadra deve avere un attaccante che vada in doppia cifra. Per quanto riguarda le alternative ho visto che sono stati venduti due attaccanti importanti come Sau e Farias. Vedremo se i nuovi riusciranno a rimpiazzarli”

Adesso giochi al Sion, in Svizzera. Puoi dirci qualcosa della tua esperienza in biancorosso? Hai progetti futuri?

“Un’esperienza che è partita bene, poi è andata via via mancando dopo l’esonero di Tramezzani, ma è pur sempre un’esperienza. La cosa più importante è che io, mia moglie e i miei figli stiamo bene. È chiaro che, appena possiamo, rientriamo a casa nostra in Sardegna. A giugno finisce il mio contratto in Svizzera e poi sarò pronto per una nuova avventura. Un ritorno al Cagliari? Se loro avessero voluto, sarei già lì. Avevo parlato col presidente Giulini, ma di altre cose. Quindi, come è giusto che sia, credo abbia fatto le sue valutazioni che vanno rispettate. Io mi accontenterò di venire in Sardegna. Poi, in futuro... mai dire mai!”

Tuo padre è pugliese, tua madre polacca. Hai vestito le maglie di tutte le nazionali giovanili italiane, dall’U17 all’U21. In vista dell’Europeo del 2008 c’era la possibilità di vestire la casacca della Polonia, ma hai preferito quella azzurra. Il 19 marzo la Nazionale Sarda sfiderà, allo Stadio Frogheri di Nuoro, una rappresentativa di calciatori stranieri che giocano nell’Isola. Dato il tuo forte legame con la Sardegna (la moglie Michela Orrù è di Villa San Pietro, ndr) risulti tra i convocati di mister Mereu. Hai vestito la maglia dell’Italia, hai sfiorato quella della Polonia, ora indosserai quella della Nazionale Sarda. Che effetto ti fa?

“La chiamata mi è arrivata proprio oggi, anche se parlavo già da un po’ di tempo di questa possibilità con Marcello Sanfelice (team manager della Nazionale, ndr). Sono molto orgoglioso, anche perché mi sento un sardo adottivo. Mi sa che il 19 non potrò partecipare perché ho un problema alla coscia che mi terrà fermo almeno altre tre settimane. Farò comunque di tutto per esserci, almeno mi presento. Giocherò in futuro nella Nazionale Sarda? Sicuramente”.

 

La riproduzione è riservata e consentita soltanto previa citazione della fonte: TuttoCagliari.net.