Oliva si presenta: "Venerdì il primo contatto, martedì ero qui"

di Federico Paparusso
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Giornata di presentazione in casa Cagliari, dove è il turno di Christian Oliva, nuovo uruguaiano dei rossoblù: "Sono principalmente un centrocampista difensivo, ho una buona rapidità e ho uno smistamento rapido del pallone, ma posso giocare anche come interno. Sono molto felice di essere arrivato a Cagliari e credo che questo trasferimento sia un buon passaggio per crescere. Ho visto la gara di ieri, abbiamo perso per un episodio. Queste situazioni succedono ma sono sicuro che ne usciremo". 

Un modello di calciatore? "Il mio modello di giocatore in Uruguay? Sono molto simile a Gargano, anche lui bravo in fase di interdizione ma che sa anche giocare la palla. Il mio agente? È Martin Pra. Non ho avuto la fortuna di parlare con gli ex uruguaiani del Cagliari. So che Abeijon e Lopez hanno parlato molto bene di me". Sullo stato di forma. "Fisicamente sono bene, ho giocato l'ultima di campionato il 17 gennaio. Sono a disposizione del mister, voglio dare il massimo per contribuire alle fortune della squadra". 

Abeijón ha detto che sei più forte di lui. "Non so dire chi sia più forte. Lui è stato un grande giocatore, ha portato qui la garra charrua. Spero di fare bene come ha fatto lui". Quando è stata la prima volta che il Cagliari ti ha contattato? "Non ricordo la data. Ricordo che era un venerdì, il mio agente mi ha fatto la proposta e martedì eravamo già qui". Hai un soprannome? Perché il 17? "Il mio soprannome è Totò. L'ho vestita al Nacional e mi ha portato fortuna, spero che lo faccia anche qui". Come Totò?"Mia sorella da bambina mi chiamava così, ed è rimasto". S

Sei fidanzato? Come è stato l'impatto con l'Italia? "No, sono single. Per me è un mondo nuovo, ho lasciato la mia famiglia per inseguire il mio sogno e spero a breve di dare il mio contributo al club". Speri di conquistare la Nazionale? "Naturalmente il mio sogno è di giocare un giorno nella Celeste. Perché succeda, bisogna che giochi bene nel Cagliari, poi chissà, vedremo se un giorno ci arriverò come spero". 

Hai parlato con Tabarez? "No, mai".Quanto conosci il calcio italiano? "Conosco bene il calcio europeo, la Serie A. È molto diverso da quello uruguaiano, qui c'è più tattica". Hai paura del calcio italiano? "No, non bisogna avere paura. Spero di ambientarmi nel modo più rapido possibile".