Arzachena, il bilancio del ds Zucchi: "11 anni di Serie D sono un successo. Problemi economici, ma con i giovani..."

di Fabio Frongia
Fonte: www.sardegna.diariosportivo.it
articolo letto 5022 volte
Foto

Viaggio nella regolarità. L'Arzachena si gode l'ennesimo campionato di Serie D condotto senza patemi, lontano dai sogni ma anche dalle paure che hanno portato alla retrocessione due squadre sarde che appartenevano al lotto di partenza. Gli smeraldini del presidente Ragnedda pensano così al futuro, sempre alle prese con difficoltà economiche, ma con grande voglia di tenere in alto una realtà ormai consolidata nel panorama semiprofessionistico.

"Dal punto di vista dei risultati sportivi è stata una stagione positiva - dice il ds Zucchi - meno sul piano economico perché veniamo da mesi di difficoltà che, purtroppo stanno accomunando le società di calcio in Sardegna. Non ci siamo mai nascosti o tirati indietro di fronte alla squadra. I giocatori  sapevano benissimo che stavamo attraversando difficoltà di liquidità ma, seppur sopportando tanti mesi senza vedere soldi, hanno comunque lottato con grande professionalità ottenendo un l'obiettivo prefissato che consente all’Arzachena di stare per l'undicesimo anno di fila in serie D. Da dirigente e arzachenese ringrazio i giocatori e lo staff tecnico, hanno lavorato al massimo nelle difficoltà e, per esperienza, dico che in situazioni del genere normalmente si retrocede e invece noi non siamo mai entrati in zona playout".

Società con l'acqua alla gola, ma il gruppo forgiato da Raffaele Cerbone (ex Chievo e Venezia in Serie B) è stato solido, con il bomber Cappai lanciato verso lidi prestigiosi e alcuni giovani emergenti. "Il mister e il suo staff sono stati fondamentali - afferma Zucchi - Ha fatto un lavoro encomiabile, ha mostrato professionalità e forte attaccamento alle sorti dell'Arzachena. Da giocatore ha vissuto situazioni simili di ritardo nei pagamenti ma ha sempre trasmesso serenità alla squadra, ha pensato solo al lavoro da fare in tutta la settimana evitando che i problemi potessero intaccare il rendimento dei giocatori. Le prestazioni sul campo sono state sempre all’altezza, la squadra non ha mai fatto una brutta prestazione . In più, Cerbone ha portato avanti il discorso giovani utilizzandone tanti e spesso oltre i 4 fuoriquota obbligatori".

"Giocatore simbolo? Se devo citarne uno solo, senz’altro Danilo Bonacquisti. Ha 25 anni ed è il nostro capitano, fascia degnamente onorata perché è stato il collante di un gruppo che ha mostrato grande professionalità e attaccamento alla maglia dell'Arzachena. Lui poi è un esempio per i nostri giovani. Pur non essendo nei primi tre della classifica del "Progetto Giovani" stilata dalla LND e vinta dal Porto Torres, abbiamo giocato spesso con 5-6 giovani, molti del '93 come Melis, Corsini, Martino, Scioni, Laurino, Sanna, con i '94 Delrio, Loi e Barbella, ricordando poi che Mastinu e D'Aqui non sono dei fuoriquota ma sono classe 1991. La soddisfazione è stata vedere Matteo Spina, classe 1996, collezionare 17 presenze in serie D con la sua miglior partita a Caserta quando fu schierato titolare a sorpresa da Cerbone in aggiunta ai 4 fuoriquota. Il coraggio del tecnico fu ampiamente ripagato dalla prestazione del ragazzo. Poi c’è Marco Aiana, altro valido ‘96, che si è ritagliato il suo spazio, così come Matteo Salvini del '95".

Squadra giovane, capace di mettere i bastoni tra le ruote alle grandi e sciupare qualche occasione di troppo quando, a metà campionato, la distanza dai playoff non sembrava proibitiva. "Abbiamo un portiere che, pur essendo classe ‘92, era al primo anno da titolare. Mattia Marzeddu ha fatto una stagione strepitosa, per noi è un vanto perché è di Arzachena e proviene dal nostro settore giovanile. È cresciuto tanto in tecnica e personalità e questo è un merito che va al preparatore Roberto Scirpoli, grande professionista e determinante nella crescita di altri portieri che sono passati ad Arzachena come Grandclement e Onesti".

Roberto Cappai si è consacrato come attaccante completo, in grado di ben figurare anche in categorie superiori. Per lui è pronto un contratto con una squadra di Serie A, per poi essere girato in prestito in Lega Pro. "Ci ho creduto fortemente e ho avuto ragione. Roberto veniva da due stagioni difficili e a inizio stagione dall'operazione al menisco. Gli siamo stati vicini in tutta la preparazione e gli abbiamo dato fiducia, il preparatore atletico Gaetano Mascaro ha fatto un gran lavoro, recuperandolo per l'inizio del campionato e lui è finalmente esploso segnando 15 gol molti dei quali di pregevole fattura. Ha 23 anni, è una grande persona e un ottimo giocatore, merita la Lega Pro. Figos è un attaccante che consiglierei a tutti. Dico che insieme con Borrotzu, è tra le punte sarde più forti. Quest'anno è partito benissimo sia in campionato che in Coppa poi è stato a lungo fermo per infortunio proprio nel momento in cui Cappai stava facendo la differenza, ha recuperato nel girone di ritorno e ha chiuso la stagione segnando 12 reti. Peccato soltanto non aver visto Roberto e Alessio giocare più spesso insieme»

"Adesso il futuro. Nebuloso, come ogni estate, sempre col fiatone per cercare di garantire stabilità e risultati. "Inutile parlare di programmi futuri adesso, non sarebbe serio. Dobbiamo prima sistemare le pendenze con tutti i nostri tesserati e poi penseremo alla prossima stagione. Certo è che senza aiuti economici sarà difficile trattenere i pezzi pregiati della squadra. Sarebbe stato facile staccarci e abbandonare la squadra, invece siamo stati come quella famiglia che, pur con problemi economici, continua a riunirsi attorno a un tavolo per i pasti senza che nessuna componente si assenti. Fondamentale è stato che i giocatori ci abbiano dato credito e noi, per questo, onoreremo tutti gli impegni presi".

Chiusura sul calcio sardo. "Avere un club nei professionisti dopo il Cagliari è un segnale importante. I rossoblù di Guglielmo Bacci non erano i favoriti ma hanno battuto le corazzate del girone. Oltre ai grandi meriti dei giocatori, da dirigente faccio un plauso al presidente Lorenzoni che porta avanti da solo la società e al direttore Vittorio Tossi che ha costruito una grande squadra con un budget inferiore a tante concorrenti. Dispiace sicuramente perdere il Sant’Elia, società con un presidente come Cardia attaccatissimo alla squadra che, per me, valeva quanto altre che si sono salvate. Mi auguro di ritrovarla presto in serie D. Vedere poi che una tra Selargius e Budoni è dovuta retrocedere da sardo mi fa male. La promozione in D dell'Olbia è un fatto positivo per tutta la Gallura, anche dal punto di vista economico perché ospitare come minimo 17 squadre durante la stagione movimenta l'economia. Il ritorno dell'Olbia in un campionato nazionale è il segnale che le grandi piazze si stanno risvegliando. Vedo che anche la Nuorese, appena promossa in Eccellenza, progetta il salto in serie D".


Utilizzo dei Cookie
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

CHIUDI