Un altro black-out. Bentornato Pata!

di Francesco Ortu
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Non si interrompe la serie di sconfitte del Cagliari, che sale a quota 3, che si vede sconfitto dalla Lazio   per 2-1 alla Sardegna Arena. La partita è stata un unico grande assolo biancoceleste, con solo gli ultimi 5 minuti in cui i rossoblù sono riusciti a ribaltare il dominio territoriale.

Mister Maraner, che ha sostituito Maran relegato in tribuna dal Giudice Sportivo, deve rattoppare un centrocampo in piena emergenza, schierando il tandem Deiola-Padoin a sostegno di Cigarini. La partita parla già chiaro dai primi minuti: la Lazio controlla, ricama e detta i tempi. I sardi subiscono e tentano di ripartire ma non arrivano mai ad impensierire Proto. I padroni di casa si tengono in gioco soprattutto per i miracoli di Cragno che nulla può, però, al tiro di Luis Alberto che liberato con una diagonale fuori area batte Cragno. I cagliaritani non sembrano però essere in grado di poter ribaltare lo status quo delle cose ma, anzi, vanno più volte vicino a subire il raddoppio. Questo arriva nel  secondo tempo che, sulla falsariga del primo, cede gli uomini di Inzaghi sempre con il pieno controllo della partita: contropiede letale di Correa che, superato Romagna, batte l’estremo difensore rossoblù. Dalla panchina isolana si provano tutte le armi possibili ma niente… o almeno sino al rientro di Castro. “El Pata” ci mette poco ad illuminare la squadra, fornendo al 90esimo il cross che Pavoletti, alla prima palla veramente nitida, insacca. Purtroppo è solo un fuoco temporaneo e la rimonta non si consuma ma questi pochi minuti fanno capire quanto sia effettivamente mancato il centrocampista argentino.

La squadra sembra aver perso la carica, i giocatori sembrano un po’ svogliati e poco combattivi, forse anche grazie all’obiettivo pressocchè raggiunto (anche se la matematica non è ancora arrivata). Tuttavia anche volendo ieri difficilmente si sarebbe potuto fare diversamente. La coperta si rivela drammaticamente più corta del previsto: è bastata la squalifica di Ionita e l’infortunio di Faragò per mandare un reparto completamente in tilt. Il tandem di mezzali Padoin-Deiola rappresenta un tentativo di rattoppo estremo che dà come risultato l’impossibilità di qualsiasi manovra a centrocampo. Impossibile tentare di disegnare una qualsiasi manovra con il friulano che, a parte le brillantissime doti tattiche che possiede, non brilla certo in tecnica e il giovane sardo che, duole dirlo, è completamente estraneo alla categoria (ieri sbaglia qualsiasi fondamentale) nonostante la garra e il cuore. Se una squadra vuole crescere non può tralasciare questo dettaglio, anzi è di vitale importante tentare annullare o ridurre il solco fra prime e seconde scelte. Forbice che, come dimostrato in questo campionato, appare ampissima in varie zone del campo.

Non possiamo non dare, come detto prima, un caloroso bentornato a Lucas Castro. Ci eravamo lasciati con il suo assist con “trivela” e ci ritroviamo con un cross al bacio per Pavoletti. Probabilmente, con la squadra rodata, avremmo ottenuto qualche, o addirittura, parecchi punti in più. Il suo ritorno sia dal punto di vista tecnico e tattico è una manna dal cielo. Un recupero fondamentale sia per la stagione in corso ma diventa pure quasi un acquisto per la prossima. Positiva inoltre la tenuta nonostante i parecchi mesi lontani dal campo.

Con questa ulteriore sconfitta l’obiettivo decimo posto appare inesorabilmente lontano. Tuttavia non bisogna smettere di provarci sperando negli scontri diretti. Anzi, per via degli ultimi risultati Barella&co. devono “farsi perdonare” e tentare di chiudere alla grande questa stagione. Facendo un ultimo grande regalo ai tifosi, e dimostrando di onorare sino all’ultimo questo campionato.