Zola, le conviene riallacciarsi gli scarpini

di Massimiliano Morelli
articolo letto 4312 volte
Foto

Il Cagliari si è perso alle pendici del Vesuvio. Forse illuse più quel 3-3 che i due poker serviti a Milano ed Empoli, e viene da pensare chissà poi che tipo di alchimia c'era quel giorno, quali influssi astrali s'erano incasellati così bene da far apparire i rossoblu non proprio come una macchina da guerra, ma per lo meno come un caterpillar. Tutto svanito, evaporato a Napoli, maledetta trasferta zeppa d'illusioni e sogni che durano il tempo d'un amen. A Palermo va in scena lo sprofondo rossoblu fra ingenuità e pecche d'una squadra cui s'aggiunge un arbitro che permette all'elvetico Morganella di picchiare come un fabbro nei primi venti minuti, e resta un giallo perfino il rebus dell'ammonizione non comminata all'alzata di maglia, dopo l'1-0. C'è chi è stato punito per molto meno, dopo una rete. Solita tiritera: Conti è ingenuo ma c'è da aggiungere che i direttori di gara con lui partono prevenuti; la difesa è un colabrodo, cosa risaputa, ma c'è l'impressione che gli uomini vengano utilizzati in maniera inadatta; e c'è pure l'impressione che le fasce non siano sfruttate con le persone giuste. Paga come sempre il tifoso, cui dovrebbero bastare le pecche di chi racconta le gesta d'una squadra in difficoltà, perché infastidisce la pochezza di certi “inviati”: c'è quello che augura al “cagliaritano di Cagliari Zola” di cominciare bene e c'è quello che molesta i timpani con i rumors di mercato (scopiazzati qua e la in Rete); e poi c'è la seconda voce delle telecronache che è un “porta jella” di proporzioni inaudite; e non manca il cronista-tuttologo pronto a sottolineare i numeri contro, praticamente un degno aspirante protagonista di “Striscia la notizia”. Zola, lei ha detto che in alternativa a Ibarbo, avrebbe potuto giocare. Se non arrivano rinforzi, credo che le toccherà farlo. Infine annoto – c'entra poco col 5-0 patito, ma la par condicio è un bene del quale in Sardegna si usufruisce sempre poco - al termine di una giornata da dimenticare, i mancati processi allo stadio di Udine (altra partita, quell delle 12 e 30 fra gli “stramaccioniani” e la Roma), che è un cantiere aperto come lo è stato il Sant'Elia. Situazioni identiche, ma nessuna punizione mediatica per gli spalti friulani. Funziona così, prendere o lasciare.


Utilizzo dei Cookie
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

CHIUDI