Stavolta che dice “il dottor Galliani”?

di Massimiliano Morelli
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Se serviva la prova, eccola servita un metro fuori area, mentre quel rigore assurdo assegnato ai milanisti torna utile per salvare la panchina del soldato Inzaghi. Non mi pare d'aver visto o ascoltato “il dottor Galliani” accusare stavolta la classe arbitrale per un errore che fa il paio col gol di Muntari, che se era clamoroso quello figuriamoci questo: qui non devi osservare se la palla è oltre la linea, ma quattro gambe e un pallone molto distanti dal limite dell'area grande. La task force arbitrale si è miseramente incartata nella cosiddetta “Scala del calcio”, e mentre tu speri in una sorta di rivoluzione copernicana da parte dell'Associazione italiana arbitri ti trovi invece beffato dal sistema, perché il presidente Giulini, “reo” di aver urlato a qualcuno la parola “vergogna” nella pancia dello stadio meneghino, è a rischio inibizione; e qualcuno ora vorrebbe farla pagare pure ad Avelar, perché il suo aver mostrato la natura del fallo subito da Cerci sul display del telefonino mentre veniva intervistato un tesserato berlusconiano viene considerata lesa maestà. Noi continuiamo chiamarli “signori” questi arbitri tipo “il signor Tagliavento”, ma più che somigliare a un termine da “gentleman” c'è la sensazione che li si debba definire “signorotti”, gente che comanda scavalcando pure le regole. Il Cagliari pure a Milano, così come contro l'Empoli, appare in ripresa nonostante una sconfitta, ma a meno di miracoli andrà in serie B: comunque, magagna arbitrale a parte, Menez e Mexes si sono dovuti inventare il gol dell'anno per un doppio vantaggio più volte sottolineato dai canali a pagamento e da “matrigna Rai”, pure lei a pagamento, così da accattivare le simpatie del teleutente milanista. Che si sente inorgoglito, visto e considerato che adesso quelle tv che per una settimana hanno lavorato alacremente sull'esonero di Inzaghi adesso si sbizzarriscono per annunciare la resurrezione del diavolo e la rimonta verso traguardi europei. A noi, su Sky, è toccato in dote l'ex mediano del Milan Ambrosini, “zeroazerista” incallito nelle dichiarazioni. Con un fil di voce ha detto “è fuori” dopo aver rivisto al rallentatore l'intervento di Ceppitelli che ha indotto il direttore di gara a decretare il penalty. Speriamo che non lo caccino per aver ammesso l'errore. Sottovoce, come piace a Marzullo.


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