Se la sfiga te la portano in casa

di Massimiliano Morelli
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Annoto subito sul taccuino della speranza le esternazioni in stile scoop del telecronista di turno, pronto a rammentare che De Silvestri non segna da quarantasei partite ed Eto'o addirittura da tre anni e mezzo. Il castigo è servito, il 2-0 lo griffano proprio loro, e coincidenza o meno mi viene da pensare che la sfiga è una realtà che spesso te la portano in casa. Fa nulla, dovresti essere più forte di quel paio di dichiarazioni buttate nel calderone fra frasi ripetute fino alla noia e quell'ex calciatore ducale, oggi “opinionista”, che nell'arco di pochi minuti ti mette tre volte in guardia e replica uno stucchevole “il Cagliari deve stare molto attento”. Una minaccia? Un consiglio? Una cosa è certa, chi ha giocato al calcio a certi livelli dovrebbe vivere di luce riflessa del suo passato e non andarsi a infognare con ruoli che non gli competono. Ma in Italia il gioco funziona male, “fatti il nome e fregatene”, e così se sei stato bravo su un campo di calcio allora devono per forza di cose, a fine carriera, sistemarti fra gli accademici della Crusca. Da cronista sportivo, e non da tifoso, sarebbe intrigante se un ex giocatore di un club oggi sul lastrico ci raccontasse cosa sta succedendo dalle parti del Tardini, perché si sta falsando in maniera così plateale il campionato e soprattutto se ci sono legami col crack Parmalat di qualche anno fa. Meglio fingere noncuranza e prepararsi alla retrocessione, che se i “giuliniani” non vanno in serie B quest'anno è solo perché subentra in corsa uno tsunami tipo calciopoli. Non pensavo che un giorno avrei potuto rimpiangere la vecchia dirigenza, ma sto sulla strada buona per farlo. Qua si cerca di non dare colpe a Zola, che ci ha messo la faccia, e siamo d'accordo sul fatto che un'icona come lui non debba essere messo in croce per il non gioco del Cagliari. Ma intanto anche a Genova i misteri non sono mancati: risulta deleterio inserire Husbauer nel finale e a risultato acquisito, per loro; e restano troppi interrogativi sul perché e per come certi elementi vengano adattati in ruoli a loro poco adatti. Questo Cagliari resterà comunque nella storia come club benefattore per i prestiti elargiti senza colpo ferire, mentre qualche “riportino” romano vocifera che Astori e Ibarbo non saranno riscattati. Cui prodest? Tornassero in Sardegna verrebbero prestati di nuovo, magari a club con meno esigenze? O si cercherebbe di reintegrarli nel gruppo? Anche perché, a conti fatti, nei prossimi mesi Donsah vorrebbe battere la pista inglese, Crisetig, Brkic e Longo torneranno da dove sono venuti e Cossu e Conti avranno un anno in più. Intanto non oso pensare che l'Empoli, asfaltato un girone fa al “Castellani”, nel prossimo turno possa restituirci il “favore”.


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