Oikonomou e Pinilla, che rimpianti...

di Massimiliano Morelli
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Adesso che s'è penultimi, scavalcati perfino dal Cesena, neanche l'ultima speranza di salvezza legata alla penalizzazione di qualche squadra che è davanti riesce a distogliere l'attenzione da una stagione bastarda come quella attuale. La serie cadetta diventa sempre più una certezza, e hai voglia a leggere le dichiarazioni accomodanti di chi assicura che “se si va in B tutti gli attuali della rosa contribuiranno a una pronta risalita”. Qua, dopo aver addossato le colpe del fallimento prima a Zeman e poi a Zola, che hanno pagato con l'esonero, c'è da aspettarsi almeno il “mea culpa” di una certa dirigenza che, convinta di fare le nozze coi fichi secchi, ha pensato bene di prestare due giocatori alla Roma; e di puntare su “promesse” del calcio più che sulle certezze. Sabato, contro la Lazio, osservando attentamente la ripresa si potevano annotare le passeggiate di Joao Pedro e di Crisetig, col primo che ricorda Ligabue (non il cantante, ma quello che fa una cosa e ne sbaglia due) e col secondo che, prestato dall'Inter, magari salva i garretti per puntare al ritorno in casa madre visto e considerato che madama nerazzurra, dopo aver maramaldeggiato al Sant'Elia, s'è di nuovo abbioccata contro il martoriato Parma. Così, nella giornata storta del trascinatore Felipe Anderson, s'è riusciti perfino a rivitalizzare lo spavaldo Keita, che a Formello credevano perso a corso Francia nell'incidente che l'aveva visto coinvolto lo scorso anno a bordo di una Lamborghini. Sderenata, così come appare sderenato il Cagliari, pardon, la banda del buco, e per fortuna che ogni tanto la dea bendata tende la sua mano: le due deviazioni istintive di Brkic, una per tempo, e il rigore calciato alle stelle da Biglia sono l'esempio lampante. La speranza è che in serie B – anche se agonia-Muraro spiega che ci sono ancora 27 punti in palio da qui alla fine – ci siano altri telecronisti a raccontare le gesta d'una squadra al momento fuori di testa, le cui azioni da gol si contano sulle dita d'una mano. Intanto Pinilla segna al Torino prima d'essere espulso (comunque ha prodotto cinque gol quest'anno fra Genoa e Atalanta; e uno dei due messi a segno con la maglia nerazzurra è valso tre punti proprio contro il Cagliari) e il difensore Oikonomou (una presenza col Cagliari lo scorso anno) porta in dote a Bologna 4 gol. E dire che fra una settimana ci sarebbe da ricordare lo scudetto di quarantacinque anni fa...


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