Il moviolizzato, l'impalpabile, l'evanescente e la serie B

di Massimiliano Morelli
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Nessuna recriminazione, a tre giornate dalla fine (per noi e non per loro) e con cinque punti di vantaggio (loro, non noi) è giusto pensare che la serie B sia un titolo meritato. Perché con giocatori da serie B, non si può che scivolare fra i cadetti. Tutto è assurdo nel Cagliari dell'era Giulini, come quel presentarsi in campo col moviolizzato Joao Pedro, con l'impalpabile Crisetig e l'evanescente Longo, Cop che pare Cimabue (fa una cosa e ne sbaglia due) e Sau che sembra un pivello alle prime armi quando sparacchia alle stelle quella che poteva essere la palla-salvezza. Stesso, identico errore commesso da Cop contro la Roma, come a dire che mancano le basi a una squadra che sbagliata è dire poco. Dare le colpe agli allenatori resta retorica, senza una truppa adeguata il comandante resta un perdente, come Napoleone a Waterloo, o Trapattoni quando venne ad allenare il Cagliari. E poi basta osservare il football planetario del Barcellona, squadra che si ritrova Luis Enrique in panca. A Roma “Luigino”, come veniva definito l'allenatore spagnolo, venne odiato quanto Nerone, oggi è il favorito per conquistare la Champions league. Dunque colpe e improperi destinati a Zeman e a Zola riponiamoli in un cantuccio, perché se Donsah viene scambiato per un campione e Ibarbo viene ceduto a gennaio, diventa un'impresa sognare e soprattutto segnare sulla distinta da consegnare al direttore di gara un elenco degno di militare in serie A. Assegnate le colpe alla maggioranza dei titolari, il testimone va necessariamente trasferito a chi ha pensato bene di prestare nell'arco di sedici mesi giocatori fondamentali. Servivano denari? Bene, potevano essere versati sull'unghia... macché, Naniggolan, Astori e Ibarbo che vadano a rafforzare la Roma mentre il Cagliari cerca un sarta che rattoppi a prezzi modici le toppe sul fondo dei pantaloni; che Pinilla vada a salvare l'Atalanta, che Silvestri vada a farsi dimenticare a Leeds... tanto al Cagliari i campioni li presta l'Inter! Suvvia, c'è un'altra annata da dimenticare, con l'augurio e la speranza di non far la fine di chi ha fatto il doppio passo del gambero, dalla A alla C in due stagioni. Perché se restano il moviolizzato, l'impalpabile, l'evanescente e si continuano a mandare alle stelle palloni che infilerebbe in porta perfino un ragazzino dei giovanissimi, non ci saranno certo speranze di resurrezione. Bocca cucita, infine, sullo straparlare dell'ex ala destra riciclata commentatore televisivo. L'augurio e la speranza è che qualche ragazzino che sogna di fare il cronista, non prenda esempio dai suoi dittonghi e dalla sillabazione che usa per descrivere l'ovvio e l'ovvietà.


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Mercoledì 13 Dicembre
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