Forse il ragionier Ugo Fantozzi tifava per il Cagliari

di Massimiliano Morelli
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E' talmente stonato l'amarcord del 12 aprile 1970 all'indomani dell'ennesima sconfitta in campionato, che pare ancor più lontana nel tempo quella straordinaria domenica di sole e lacrime (di gioia) vissuta da chi, purtroppo, oggi ha scavalcato per lo meno la cinquantina. La batosta di Genova resta comunque l'istantanea perfetta della stagione vissuta dal Cagliari, quella del “vorrei ma non posso”, che a tratti potrebbe essere trasformata nel “vorrei ma non me lo fanno fare”. Tre pali in ventuno minuti, come se davvero la sfiga in quei frangenti di gara si fosse accanita contro Rossettini, Ceppitelli e M'Poku; poi tutto rovesciato nella ripresa, col primo gol loro presumibilmente viziato da fuorigioco (questione di centimetri? Un gol del genere viene generalmente annullato, giusto o meno che sia, così da trarre d'impaccio qualsiasi arbitro) e il secondo subito in maniera “drammaticamente fantozziana”: loro dovevano restare in dieci per l'espulsione di Niang (e ovviamente solo per la coppia Di Marzio-Onofri su Sky il fallo non era volontario; sì, Onofri, uno che ha giocato 215 partite con la maglia del Genoa, tanto per rammentare dove piace attaccare il cappello) e invece in dieci ci resta il Cagliari, con Rossettini impossibilitato a rientrare subito in campo complice una regola del pallone obsoleta mentre i genoani sventrano la burrosa difesa sarda neanche fossero la lama calda d'un coltello che s'avvicina alla margarina da cucina. A legger dichiarazioni, finalmente qualche colletto bianco s'è cominciato ad addossare responsabilità nel merito del disastro stagionale, anche se è troppo tardi; perché se l'autocritica fosse stata innescata dopo tre mesi di magagne e non a stagione compromessa, anche sull'ultimo mercato di riparazione si sarebbe potuta costruire una salvezza stile-Ballardini. Macché, qua si continua a prestare giocatori alle “grandi” a mò di timore reverenziale e a dare spazio a quelli che a Cagliari giocano in prestito, nella speranza che tutti gli anni arrivi la manna dal cielo d'un Nainggolan da acquistare a poco e rivendere a tanto. Restano in piedi domande senza risposte: possibile che Husbauer, acquistato a gennaio, non sia all'altezza di figurare in questa squadra? Plausibile che il giovane Barella sia più lento di “lumachina” Joao Pedro? Convinti del tutto che M'Poku sia tutto questo fenomeno? Sicuri che Conti abbia fatto il suo tempo e debba essere costretto a osservare da bordo campo quell'anima troppo buona di Crisetig, elemento pronto alla rentrée interista? Non resta che chiedere agli astri un favore in vista del 4 maggio, quando il Parma sbarcherà al Sant'Elia: evitate di far vivere ai tifosi cagliaritani il sorpasso in classifica dei ducali nello scontro diretto. Con tutto il rispetto di Parma città e del Parma squadra di calcio. Ma ultimi, alle spalle perfino d'un club economicamente fallito, sarebbe una beffa che non ha vissuto neanche lo sfigatissimo ragionier Ugo Fantozzi.


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