E' più facile “sparare” sul Cagliari che sulla Croce rossa

di Massimiliano Morelli
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Cambiano i tempi e di colpo ci si accorge che quel laconico “ma che fai? spari sulla Croce Rossa?”, adesso è stato leggermente mutato e al posto dei biancorossi della sopravvivenza ci si può tranquillamente posizionare il Cagliari. Che, al termine d'una stagione da buttare e nonostante i proclami del neo assunto Stefano Capozucca, si ritrova ancora senza allenatore, dopo i rifiuti in serie ricevuti da una vecchia volpe come Ventura o da novelli prodigi della panchina del tipo Sarri e Stramaccioni. Siamo alle solite, il “no, grazie” pare essere diventata la frase di rito per quelli che vengono avvicinati al sodalizio isolano, e per fortuna che almeno dopo il diniego c'è pure il ringraziamento. Caspita, un po' d'educazione esiste ancora. Ma tutto pare una barzelletta, perfino quell'ipotesi di affidare la squadra che verrà di nuovo a Gianluca Festa, l'unico che non fa lo schizzinoso e che s'accuccerebbe volentieri sulla panchina di una squadra che, nelle ultime giornate di campionato, gli ha dato comunque retta. O almeno sembra, se è vero che qualche vittoria, seppur inutile, è riuscito a portarla a casa. Nel frattempo grazie a radiomercato ricicciano i nomi di calciatori che, affiancati nelle scorse campagne acquisti al club, per un motivo o per l'altro non sono sbarcati a Elmas, da Ardemagni a Cacia passando per Pavoletti; e per tacere di Verde, uno che ha azzeccato fin qui un'unica partita, quel Cagliari-Roma (1-2) nel corso della quale fece il diavolo a quattro sulla fascia, salvo poi rientrare nei ranghi delle seconde e terze scelte del sergente giallorosso Rudi Garcia. Poi c'è la solita tiritera di quelli pronti ad andarsene, nonostante le evanescenti promesse di restare uniti e pronti per la risalita in A sussurrate nelle ultime settimane della stagione che ha condannato la squadra all'umiliazione della serie B. Ekdal e Sau pare saranno i primi ad andarsene, forse anche Avelar, e magari cambieranno aria pure i prestati dall'Inter Longo e Crisetig, convocati nell'under 21 che fra poco parteciperà all'Europeo. Povero Di Biagio, viene da pensare, se la “merce” a disposizione resta un centravanti che non segna e un centrocampista “lento e morbido”... Certo è che se certi elementi torneranno da dove sono venuti, nessuno a Cagliari penserà di ritirare la loro maglia. Ecco, a proposito di indimenticabili, forse l'unica nota lieta della settimana è il monumento a Gigi Riva. Almeno, resta intatto il rispetto per la leggenda.


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