Come un liceale che arriva tardi alla maturità

di Massimiliano Morelli
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Il Cagliari che batte 4-3 l'Udinese nell'ultima giornata di campionato sembra tanto quel liceale bravissimo a scuola ma che si presenta in ritardo all'esame di maturità. La sfida contro i friulani ha offerto l'impressione del “ti piace vincere facile?”, ma a dirla tutta contro un antagonista che aveva nulla da chiedere al campionato, in vacanza e già proiettato verso la prossima stagione visti e considerati i volti nuovi presentati da Stramaccioni, al presunto commiato dal club griffato Pozzo. Un addio diverso rispetto a quello riservato a Daniele Conti, bandiera e lacrime del Cagliari, ragazzo d'oro al quale non è stata riservata un'uscita degna, fra mugugni e mancate convocazioni. L'augurio e la speranza è che a lui e magari anche ad Andrea Cossu possa essere riservata per lo meno una partita d'addio, financo lontana parente di quella che venne riservata al padre Bruno, quando decise di appendere le scarpette al chiodo. Ma comunque all'altezza dei simboli di un club che Daniele per quindici anni, e Andrea per passione e tifo, hanno condotto per mano. E “bombetta” Pisano? Non merita anche lui un “grazie”?

La serie B, “maledetta” serie B, aspetta il Cagliari al varco mentre le antagoniste già affilano le armi, consapevoli del fatto che battere la nobile decaduta per chiunque, nella prossima stagione, rappresenterà una sorta di “alzata di coppa in faccia” all'avversario. Dopo la retrocessione la dirigenza saprà reggere l'urto di un campionato fra i cadetti? Mera consolazione il fatto che le telecronache delle tv a pagamento potrebbero non essere più accompagnate dai soporiferi commenti di ex calciatori che, tanto bravi con i piedi, difettano nel lessico e nella dizione. Il teleutente che paga il canone merita rispetto nella stessa misura in cui il tifoso pretende di non essere tradito dalla sua squadra. A proposito, alla “spalla” di turno che ha commentato il match su Sky, prima o poi bisognerà dirglielo che il terzino del Cagliari si chiama Murru e non “Muro”. 

Nel frattempo, e solo adesso che la squadra è capitolata nella serie inferiore, il patron afferma che “il Cagliari merita rispetto”, riferendosi all'atteggiamento dell'As Roma, latitante – a detta di Giulini – nei rapporti col sodalizio cagliaritano da tre settimane. Dunque che fine faranno Nainggolan, Astori e Ibarbo? Saranno venduti definitivamente, o si ricomincerà con le tiritere dei prestiti? E i denari saranno investiti per costruire una “corazzata” per la serie B, o si preferirà aspettare che maturino i giovani, col rischio di trovarsi magari impreparati a un campionato da bassifondi?

Forse siamo nell'era più oscura per quel che riguarda la storia del club, roba che la serie C e il suo ricordo di fine anni Ottanta rischia di diventare una barzelletta.


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Mercoledì 13 Dicembre
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