Chi cerca lo scoop natalizio resterà con un pugno di mosche

di Massimiliano Morelli
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Tre cambi a inizio ripresa sintetizzano una serata storta, nata male (due gol in nove minuti) e chiusa peggio, con una sfilza di ammoniti che la metà basta. Lemme lemme nel gioco noi, neanche fossimo una tradotta militare, mentre pareva un “direttissimo” il Chievo, con gente che per una sera si sarà sentita perfino Messi o Cristiano Ronaldo al cospetto d'una squadra dove il migliore è risultato essere Cragno nonostante i due gol presi. Scavalcato il Parma nel prossimo turno esterno, con la Juventus alle viste per quel che concerne gli impegni casalinghi da qui a fine anno appare difficile togliere quel fastidioso zero nella casella delle vittorie interne, anche se è vero che vincere contro gli juventini significherebbe cancellare tutte le rovine interne fin qui vissute. Viene da pensare a quando, roba di tanti e forse troppi anni fa, il Cagliari cominciò il campionato di serie B con una serie incredibile di sconfitte consecutive e poi vinse la prima partita di quel torneo cadetto contro chi era in testa alla classifica, il Bari. Miracolo irripetibile? Forse. Ma del resto quanti avrebbero ipotizzato dopo sette sfide interne di racimolare appena tre punti? 

Nel frattempo la speranza per andare avanti è che i cronisti alla costante ricerca dello scoop e pronti ad ammazzare la madre per tirare fuori una notizia da prima pagina smettano di ciurlare nel manico vagheggiando l'esonero di Zeman; non vengano da queste parti per la news sensazionale, pensino a lavorare sulle solite note, che il seguito è maggiore pure quando decantano il raffreddore di Ranocchia, il flirt di Buffon, il presenzialismo di Galliani e i record di Totti. Pensino ad altro e smettano di annotare da quante partite il Cagliari non vince in casa, che di gufi ce ne stanno troppi in giro, tipo quelli che alla vigilia della sfida con la Fiorentina scrivevano che Gomez non segnava da 269 giorni e, stavolta, che il Chievo in trasferta produceva pochi gol. Quanto farebbe comodo a certa stampa l'esonero dell'allenatore boemo? Due giorni di vendite in aumento per riciclare la tabella degli esoneri di Zdenek e un altro per cercare l'improbabile comparazione Cellino-Giulini. Tutta carta straccia da vendere in edicola e una ridicola fanfara televisiva pronta a sfruttare il “bingo d'un esonero”, con la speranza “editoriale” fra le altre cose che arrivi a campionato fermo, durante la sosta natalizia. Che in quel periodo, senza calcio, diventa un'impresa vender copie e fare audience. Signori cari, per favore, lo scoop andatelo a cercare da un'altra parte.


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