Vignati, lo stopper che giocava solo contro la Juve

di Nicola Adamu
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Il mese di gennaio, si sa, rappresenta da alcuni anni a questa parte l'ultima chiamata per le squadre professionistiche per raddrizzare una stagione partita male o, in ogni modo, per rinforzare ulteriormente una squadra che già si sta battendo per il raggiungimento di un obiettivo. Le squadre impegnate nella lotta per non retrocedere, in particolare, sono coloro che smuovono di più le acque del mercato invernale, cosicché nella speranza di pescare il jolly giusto si alternano nei vari cambiamenti di maglia (quasi mai a titolo definitivo) giocatori di qualsiasi tipologia, dal campione in cerca di rilancio all'onesto mestierante passando per il carneade desideroso di affermarsi.

In tutto ciò il Cagliari non fa eccezione, e se è vero che in certi anni la sessione invernale di mercato è stata la chiave del rilancio rossoblu (basti pensare a Chimenti, Ferri, Storari, Cossu e Jeda tanto per fare alcuni nomi), spesse volte è stata anche l'occasione per trovare scritto nella casellina degli acquisti il nome di qualche giocatore che ha vestito la maglia dei sardi solo in allenamento o in qualche occasione decisamente sporadica. Nella scorsa puntata parlammo di Bruzzone, esempio emblematico di un caso di questo genere. Stavolta è il turno di Fabio Vignati.

Ragazzone romano di un metro e ottantasei per settantotto chili di peso, il giocatore si presenta a Cagliari con alcune credenziali importanti: correva l'anno 2004 e il ventenne difensore centrale arriva dalla Pistoiese con la fascia di capitano della nazionale Under 21 di C nel curriculum e un difficile infortunio alle spalle. Un bel colpo, dicono gli esperti. C'è anche chi scomoda alcuni suoi illustri predecessori come Brio, Legrottaglie e Barzagli che proprio da Pistoia spiccarono il volo verso mete calcistiche più blasonate.

Le buone premesse e il fatto che la retroguardia dei rossoblu di Arrigoni fosse tutt'altro che imperforabile facevano pensare a un inserimento graduale ma consistente del giovane difensore, che invece trovò spazio solamente negli ultimi tre minuti di Juventus-Cagliari 4-2, gara che segnò l'addio al calcio di Gianfranco Zola. Riscattato dai rossoblu nell'estate seguente, l'impoverimento della rosa inizialmente affidata a Tesser fa auspicare un maggior impiego per Vignati, che svolge regolarmente la preparazione con la squadra rossoblu. Tuttavia le premesse non vengono mantenute e nell'annata dei quattro allenatori il protagonista della nostra storia centra quello che forse è un record: quattordici partite di fila in panchina senza entrare nemmeno per un minuto, con il campo conosciuto solamente in Coppa Italia, in occasione di Manfredonia-Cagliari 2-2 (con clamorosa rimonta dei pugliesi e vittoria dei rossoblu solamente ai calci di rigore) e Cagliari-Samp 1-1, con una buona prestazione in marcatura su Borriello. Alla quindicesima, la grande occasione: un Cagliari in pieno disarmo (appena nove i punti in classifica) sfida - guarda un po' - la capolista Juventus che la sovrasta di ben trenta punti, con otto di distacco dalle seconde classificate. Quella che poteva essere la svolta della carriera del giovane centrale difensivo si trasforma in un pomeriggio da incubo: doppietta del suo diretto avversario Trezeguet e autogol al minuto 68, che sommati alla rete in apertura di Nedved fanno quattro gol contro gli zero dei rossoblu. Un tracollo per lo stopper classe 1984, che ha comunque l'attenuante di aver esordito in una gara tutt'altro che facile. Forse anche per questo motivo Sonetti gli regala una nuova chance esattamente un mese dopo: si gioca Samp-Cagliari di Coppa Italia, gara di ritorno degli ottavi di finale. Flachi segna al 78', Gobbi pareggia nel finale e tutti pensano già ai supplementari, senonché nel recupero accade quello che non ti aspetti: rinvio sbagliato - indovinate... - da Vignati, palla che rimane nei pressi dell'area cagliaritana, pasticciaccio Lopez-Campagnolo che favorisce Flachi pronto a insaccare per il 2-1 finale. L'errore in chiusura rappresenta il canto del cigno del difensore in maglia rossoblu, con il campo che resterà una chimera sino al termine della stagione.

Per cercare di rigenerare il giovane, il Cagliari lo dirotta a Cesena, in una squadra pressoché rivoluzionata dopo l'ottima stagione precedente. Vignati disputa un'annata senza infamia e senza lode, 22 presenze senza reti e una salvezza acquisita senza eccessivi patemi d'animo gli sono sufficienti per venir confermato per il campionato successivo. Nonostante un discreto avvio (tre presenze e un gol) la consacrazione non arrivò e il Cesena, che al termine della stagione sarebbe retrocesso, lo dirotta a gennaio alla Pro Sesto: dieci presenze, un gol e ritorno in Romagna con la squadra del Cavalluccio che nel mentre ne ha acquisito il cartellino.

Nella stagione 2008/2009 il destino di Vignati si incrocia con quello dell'attuale allenatore rossoblu Bisoli. Nonostante entrambi abbiano vestito in passato le maglie di Cagliari e Pistoiese - sia pure in periodi e con fortune ben diverse - non si può certo dire che il difensore sia entrato nelle grazie di Bisolone, che non lo fa mai scendere in campo sino a gennaio, facendo diventare il trasferimento in inverno una costante della carriera del centrale difensivo. Stavolta la meta è Legnano: sette presenze e zero gol il magro bilancio.

La scorsa stagione è la prima da titolare, dopo un'eternità. Per conoscerla, Vignati è dovuto approdare a Melfi, in Basilicata, per disputare il campionato di Seconda Divisione. 27 presenze, una rete e una salvezza tranquilla il bottino di quella che, numeri alla mano, è la miglior stagione della sua carriera. A ventisei anni, tuttavia, non è ancora troppo tardi per riemergere e la voglia di riscatto del buon Fabio può ancora, teoricamente, portarlo a quei livelli solamente assaporati quando ancora poteva definirsi una promessa.


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