Fortin, colui che parò un rigore a Kakà

di Nicola Adamu
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In realtà chi segue quotidianamente TuttoCagliari dovrebbe già sapere che fine ha fatto il protagonista della storia di oggi, in quanto la nostra testata diede notizia del suo trasferimento nel settembre scorso. Parliamo di Marco Fortin, già portiere dei rossoblu dall'estate del 2006 sino al dicembre del 2007. Partito inizialmente come vice-Chimenti, guadagnò il proprio spazio con l'infortunio del titolare e, promosso a difesa della porta a partire dalla stagione successiva, non convinse appieno tanto che nella sessione invernale di mercato venne ceduto al Vicenza per essere rimpiazzato da Storari. Prima di allora, una carriera spesa prevalentemente al Nord, se si esclude l'annata 1996/97 quando ebbe modo di affrontare una prima avventura in Sardegna con la maglia della Sassari Torres.

Cresciuto nel vivaio dell'Inter, l'estremo difensore veneto è poi passato per la Pro Sesto, appunto per la Torres e quindi per il Giorgione, in C2, dalle parti di casa (lui è di Noale, in provincia di Venezia).Un primo salto di qualità a Treviso, dove conobbe la B da riserva per due stagioni, retrocedendo durante la seconda, e disputò una terza stagione in C1 da titolare fisso. La buona stagione valse le attenzioni del Siena, in cui riuscì a imporsi nuovamente come titolare e ottenne la gioia della promozione in A, la prima (e finora unica) della sua carriera. Nella massima serie con i toscani, tre stagioni a metà tra il campo e la panchina, con 44 presenze complessive, e un destino simile a Cagliari. L'esperienza in rossoblu ebbe qualche luce (rigori parati al parmense Castellini nella trasferta in Emilia e a Kakà in un Milan-Cagliari) e diverse ombre (nello stesso Milan-Cagliari prese un gol da distanza siderale da parte di Pirlo, in quella che è rimasta un po' una pecca del suo repertorio: le difficoltà sui tiri da lontano), cosicché il suo addio non suscitò particolari rimpianti nei sostenitori rossoblu. A Vicenza dal gennaio del 2008 è stato praticamente sempre titolare, eccezion fatta per l'ultima parte della stagione in cui la società ha deciso di lanciare il giovane Frison, al quale Fortin era ben disposto a fare da chioccia.

Proprio in virtù di questo nuovo ruolo si trattavano le basi del rinnovo contrattuale con la società biancorossa, che però non è arrivato lasciando il nostro nel nutritissimo limbo degli svincolati dell'estate scorsa. Terminate le trattative in Italia, Fortin era ancora senza squadra. Da qui la clamorosa decisione: cedere alla corte dei ciprioti dell'AEK Larnaca diventando così il primo italiano a vestire la maglia di un club dell'isola di lingua greca. Intervistato in via esclusiva dalla rivista "Il calciatore", organo di stampa ufficiale dell'assocalciatori (gratuitamente scaricabile qui, dove potrete leggere le sue dichiarazioni in versione integrale), per il numero di novembre, Fortin afferma di sentire la mancanza della propria famiglia, che per la prima volta non lo segue in un'avventura professionale. Tuttavia si dice esaltato dalla nuova esperienza in terra straniera, in un calcio dove le pressioni sono molte meno e in una realtà cui non gli viene fatto mancare niente. Ciononostante, da buon nostalgico, spera di chiudere la propria carriera nello Stivale. Per il momento, deve ancora ritagliarsi il proprio spazio in gialloverde, dove il tecnico olandese Caanen (connazionale del d.t. Jordi Crujiff, giocatore dai buoni trascorsi e figlio del più noto Johan, stella della nazionale Orange degli anni Settanta) preferisce, per il momento, affidare i galloni da titolare al brasiliano Negri. La concorrenza per Fortin è nutrita (i portieri sono ben quattro), ma per uno che è sempre riuscito a ritagliarsi il proprio spazio non dovrebbe essere un grandissimo problema. Nella speranza che riesca a disputare un mini-derby in salsa rossoblu con quell'Edwin Ouon di cui parlammo già qualche puntata fa...


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