Christian Lønstrup, il danese di ghiaccio che ama la Sardegna

di Niccolò Schirru
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L'estate del 1996 fu teatro di mosse di mercato particolarmente originali, messe in atto dal presidente Cellino. A partire dalla panchina, affidata a Gregorio Perez, per giungere agli acquisti di giocatori quali Marco Pascolo, Ramon Vega, Eric Tinkler e Christian Lønstrup, vere e proprie meteore in terra sarda. Quest’ultimo, mediano danese dalle grandi doti fisiche, arrivò in Sardegna con la fama di “forte centrocampista di rottura”. Rimase a Cagliari per due stagioni. Nel 1996/97 partecipò alla retrocessione dei rossoblù in Serie B dopo lo spareggio di Napoli perso contro il Piacenza, mentre la stagione successiva contribuì nel suo piccolo all’immediato ritorno del Cagliari nella massima serie. Utilizzato con il contagocce da mister Ventura, non riuscì a guadagnarsi la convocazione per i mondiali di Francia 98’, malgrado fosse tenuto in considerazione dall’allora selezionatore danese Bo Johansson. Nonostante ciò, il buon Christian non mise mai una parola fuori posto. Uomo di ghiaccio, riuscì a festeggiare un gol siglato contro il Castel di Sangro rientrando a testa bassa verso la metà campo, intento a sistemarsi un calzettone. Cellino aveva grande fiducia in lui, e ne auspicava un utilizzo maggiore, ma Mazzone prima, e Ventura poi, non si trovarono dello stesso avviso del presidente. Così Lønstrup, dopo due anni in rossoblù, fece ritorno in Danimarca, vestendo nuovamente la maglia del Copenaghen, dove, sotto la guida dell’ex tecnico dell’Inter Roy Hodgson, vinse quattro scudetti consecutivamente, diventando anche il capitano della principale squadra danese.
 
Pochi i ricordi lasciati in Sardegna ai tifosi rossoblù. 44 presenze in tutto, condite da 4 sporadici gol. Curioso quanto gli successe a pochi mesi dal suo arrivo a Cagliari. Dopo un Cagliari – Inter, nell’ottobre 1996, si sottopose al controllo antidoping di routine. Nelle sue urine non venne ritrovata nessuna sostanza dopante, ma bensì del sangue. Trasportato in ospedale, gli venne diagnosticata una contusione alla loggia renale sinistra, dovuta probabilmente a uno scontro con un'altra “meteora” passata dal campionato italiano, l’allora numero 10 dell’Inter Ciriaco Sforza. Recuperò in due settimane, e pare che nessuno in rossoblù si strappò i capelli per la sua assenza.
 
Ma Christian Lønstrup, nonostante l’esperienza non propriamente positiva in terra sarda, è rimasto legato all’Isola, tanto che, all’età di 38 anni, appese le scarpette al chiodo e accantonato per il momento il sogno di diventare allenatore, ha deciso di trasferirsi con tanto di famiglia al seguito nell’indimenticata Cagliari. Il danese vive ora precisamente ad Assemini, segue regolarmente il Cagliari, e si può considerare un “sardo d’adozione”. In Sardegna lavora come rappresentante di preziosi per una ditta danese. Per ora si accontenta del suo nuovo mestiere, ma per il futuro dice di avere tante idee. Prima fra tutte, organizzare in Sardegna i ritiri pre-campionato delle squadre della sua nazione. Inoltre, è in contatto con dei tour operator per proporre vacanze sull’Isola per quella fascia di danesi che amano il mare e il golf.
Insomma, dopo esser passato per la Sardegna senza lasciare il segno come calciatore, Lønstrup ci riprova sotto altre vesti. L’augurio, per un “sardo d’adozione”, è che stavolta vada meglio rispetto alla precedente esperienza, e che magari la nuova vita professionale gli regali qualche sorriso in più dei pochi che pareva regalargli il campo.
 


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