Bruzzone, il nuovo Luca Toni che veniva dalla D

di Nicola Adamu
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Nel gennaio del 2007 una meteora passò per il cielo di Cagliari. I rossoblu, nel mezzo di una stagione divisa tra le gestioni Giampaolo e Colomba, pescano dai dilettanti per coprire il ruolo di punta centrale sino ad allora rimasto sguarnito; arriva così ad Asseminello un ragazzone che con il Cascina è stato in grado di segnare 13 gol in 15 partite, il che gli valse l'etichetta di "Luca Toni della D". Di nome fa Tiziano Bruzzone e ha la particolarità di essere un figlio d'arte: il papà Giovanni giocò (poco) in A con la Fiorentina e fu compagno di squadra di Gianfranco Matteoli nella Reggiana 1981-82.

La sua storia di bomber di provincia incuriosisce i tifosi cagliaritani, che vorrebbero vederlo all'opera in un attacco costretto ad aggrapparsi quasi esclusivamente alle giocate di David Suazo. Tuttavia Colomba non ha il tempo di farlo esordire (il che è quasi un record, avendo regalato spazio persino a Penalba e Puddu nella sua breve parentesi in Sardegna) e con un Marco Giampaolo chiamato a salvare la baracca alla fine di febbraio, il centravantone toscano non trova spazio. E siccome, si sa, piove sempre sul bagnato, un serio infortunio preclude all'attaccante la possibilità di essere considerato come "nuovo acquisto" per la stagione a venire. Il Cagliari affida le chiavi dell'attacco ad Acquafresca, Matri e Larrivey e quindi per il protagonista del nostro racconto non c'è più spazio. Tra l'altro, nota curiosa, Bruzzone è nato il 19 agosto del 1984. Proprio come Matri e un giorno prima di Larrivey. Probabilmente questo dimostra che gli oroscopi non sempre si rivelano azzeccati...

Trascorsa praticamente da "fuori rosa" la stagione 2007-2008 - quella che vide il Cagliari di Ballardini centrare un'incredibile salvezza nel girone di ritorno - a Bruzzone non restò che ritirare baracca e burattini e - dopo un provino non superato al Lecco -  tornare dalle sue parti, in quel di Pisa, dove trovò il Pontedera pronto ad accoglierlo per una nuova avventura in quella serie D da cui era venuto. E qui, paradosso dei paradossi, lo sfortunato attaccante salì alla ribalta delle cronache ancor più di quando fu tesserato per una squadra di A. Difatti, dopo la vittoria nel derby contro il Ponsacco, la punta festeggiò a modo suo indossando una maglietta con su scritto "Ponsacchino ti odio" esibita con noncuranza e un pizzico di ingenuità al termine della gara. L'episodio, interpretato come un'incitazione alla violenza da parte dalle autorità, costò a Bruzzone il poco ambito primato di essere il primo calciatore a ricevere un DASPO, cioè un'inibizione a partecipare ad avvenimenti sportivi, derogata chiaramente dalla sua presenza nella lista dei convocati per le gare domenicali. Il caso rientrò con le pubbliche scuse per mezzo dell'emittente televisiva locale "Canale 50", ma resta chiaramente negli annali delle curiosità legate al calcio.

Chiusa la parentesi con il Pontedera, nel 2009/2010 Bruzzone è comunque rimasto dalle sue parti, svestendo l'amaranto della squadra capace di battere l'Italia futura vicecampione del mondo nel 1994 per indossare quello dell'Unione Sportiva Forcoli. Con tutta la buona volontà, non si può certo dire che si sia rivelato un fenomeno di prolificità, avendo siglato appena 5 reti in 28 presenze. Per la cronaca, il Forcoli ha raggiunto un'onesta salvezza attestandosi dalle parti del centroclassifica, mettendo insieme 44 punti con 36 reti fatte e 37 subite a bilancio. A 26 anni, il nostro Tiziano sembra avere trovato la sua dimensione, ma chissà se ripensa mai a cosa poteva essere e non è stato a causa di quel dannato infortunio...


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